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NEL 1993 il primo viaggio in Africa: Francesco Ferrario «sacrificò» le sue ferie per andare in Tanzania ad aiutare i bimbi e i ragazzi di un poverissimo villaggio.

Da lì, ogni estate, mentre tutti si godevano il relax in spiaggia, lui partiva per la Tanzania con medicinali e aiuti.

E una volta andato in pensione il suo impegno è aumentato (6 mesi in Italia e 6 in Africa).

Anche per questo, i suoi amici africani l'hanno nominato Capotribù.
 

VILLASANTA

Luce e acqua per l'Africa

Nuovo progetto a favore di una scuola e un asilo in Tanzania

 

di FABIO LOMBARDI '

TRE MESI in Italia e tre mesi in Tanzania. Ormai il Paese Africano è diventata la seconda patria (ma a sentire con che passione ne parla forse è addirittura la prima) di Francesco Ferrario, presidente dell'associazione «Operazione Tanzania».

 Da quindici anni si dedica all'aiuto della popolazione (soprattutto bimbi e malati) Tanzaniana. «Quando lavoravo utilizzavo il mese di ferie per andare in Africa, ora che sono in pensione posso dedicare molto più tempo a questa attività».

E' tornato dal continente nero lo scorso 20 Novembre, ma ha già le valigie pronte. «Nel corso del nostro ultimo viaggio abbiamo cominciato a lavorare a un nuovo progetto in una scuola nel villaggio di Ilamba, situato nella regione di Iringa.

In questa struttura c'è un asilo che ospita 110 bambini con l'età massima di 5 anni e una scuola cosiddetta "dei poveri", frequentata da ragazzi (circa 130) fino ai 20 anni che non hanno la possibilità economica per poter studiare presso gli istituti statali.

Qui abbiamo cominciato a sistemare l'impianto elettrico e abbiamo lavorato al recupero di un pozzo fermo da anni.

Il. nostro prossimo obiettivo è quello di completare l'impianto elettrico e realizzare un sistema di grondaie e canalizzazioni che permetta di recuperare l'acqua piovana dai tetti delle aule».

Come sempre, Francesco partirà insieme alla moglie Sandra. «Mentre io lavoro agli impianti - spiega - lei si occupa della cura dei bambini che vivono in condizioni di estrema povertà».

QUI C'È BISOGNO di tutto. «Oltre ai soldi delle donazioni che in molti fanno per i nuovi progetti potrebbe essere utile una cisterna per l'acqua da montare su un trattore (oggi si fanno chilometri e chilometri a piedi per recuperarne un po' con i secchi) e magari delle grondaie per recuperare l'acqua piovana». In questi anni il gruppo, oltre all'ospedale di Ikonda, ha permesso di costruire un orfanotrofio (una struttura che accoglie 130 orfanelli) a Tosamaganga; un mulino, una chiesa e un pozzo a energia eolica a Kimbiji; una casa per ragazzi di strada (una scuola per insegnare un  lavoro a 350 giovani) a Mgongo. Ma per vedere tutto ciò che l'associazione ha fatto dal 1993 a oggi basta collegarsi al sito Internet www.operazionetanzania.it.

 


Dal "Il Giorno" di Domenica 26 Giugno 2005

Capotribù di un villaggio africano,con tanto di cerimonia di investitura,canti,balli e bastone del potere. Niente di strano,verrebbe da dire. Cose che nel Continente Nero avvengono un giorno sì e l’altro pure. Se non fosse che il capotribù in questione è un brianzolo doc.

Francesco Ferrario,57 anni,di Villasanta. Uno che i "galloni" di capotribù se li è conquistati sul campo con 13 anni di attività a favore di chi soffre.

Era infatti il 1993 quando Francesco, allora dipendente ENEL, metteva piede in Tanzania con l’intento di andare a costruire una chiesa,un pozzo e un mulino a Kimbiji.

"Opere fondamentali, soprattutto il mulino e il pozzo, per la gente che vive nella zona e che ancora oggi sono perfettamente in funzione" spiega Francesco. Ma quel viaggio fu una vera folgorazione per lui. Da quell’anno, fino a quando andrà in pensione(nel 2001) "sacrificherà " le sue vacanze per aiutare l’Africa.

Mentre , infatti , tutti si sottoponevano a diete per la prova costume , mettevano in valigia ciabatte e costume per godersi una bella vacanza(chi a Rimini e chi,i più fortunati in qualche isola caraibica) lui preparava container pieni di medicinali,materiale edile,vestiti e cibo da portare in Tanzania.

"Sono 13 anni che non faccio ferie – scherza Francesco – ma sono contentissimo così".

Da quando è andato in pensione il suo impegno è cresciuto esponenzialmente. "Se prima dedicavo il mese di ferie a mia disposizione per andare in Africa, ora che sono in pensione vivo praticamente metà anno in Tanzania e l’altra metà in Italia".

Ma anche nei mesi in cui sta a Villasanta Francesco non smette mai di pensare all’Africa. "Con la nostra associazione <<Operazione Tanzania Villasanta 2>> trascorriamo il tempo a illustrare i nostri progetti e alla ricerca di finanziamenti per le nostre attività in Africa".

Francesco è tornato dall’Africa da un mese. "Nell’ultimo periodo abbiamo lavorato alla sistemazione di un ospedale a Ikonda dove sono stati ristrutturati uffici,sale operatorie,la pediatria,la ginecologia e le sale: sterilizzazione,gessi,medicazione e rianimazione".

Un ospedale da 260 posti il cui personale è stipendiato da <<OPERAZIONE TANZANIA>>. Ma in questi anni Francesco,sempre seguito nei viaggi in Africa dalla moglie Sandra, ne ha fatte di cose.

A Mgongo ha realizzato una casa per ragazzi di strada. "Ventiquattro posti in grado di regalare un futuro a ragazzi che altrimenti sarebbero abbandonati a loro stessi". A Ciosi ha costruito un acquedotto e un dispensario(9 posti per le partorienti) e a Tosamaganga,dove l’hanno nominato capotribù,un orfanotrofio in grado di accogliere 130 bambini.

"A fine settembre(manco a dirlo ndr) ripartiremo per l’Africa dove poseremo 1900 metri di cavo speciale,donatoci dalla direzione dell’ENEL di Monza,necessario ad alimentare strumentazioni e sale dell’ospedale di Ikonda".


 

Tratto da "Il Cittadino" di Monza e Brianza dell 22 Ottobre 2005


Comitato Operazione Tanzania, " Villasanta 2"
Sede: presso la Casa degli Alpini "Ana" via Carducci 43

Attività: finanziamento e realizzazione di microprogetti sul territorio della Tanzania.

È una delle associazioni più benemerite di Villasanta nonostante una storia relativamente recente. A fondarla, nel 1992, è un sacerdote di origine Villasantese, padre Dino Beretta, missionario della consolata, spentosi nel 2002 dopo aver dedicato ben 22 anni della propria esistenza alla gente della Tanzania.
Nei 10 anni di strenua attività del comitato "Operazione Tanzania", diretto da Francesco Ferrario - insieme alla moglie e a un gruppo di volontari dedica ogni sforzo alla "missione" affidata da padre Dino Beretta -si compie quello che può definirsi laicamente un autentico miracolo: in Tanzania sono stati realizzati tre pozzi d'acqua,un scuola,un asilo,un dispensario per partorienti.in particolare, a Tosamaganga, centro principale dell'attività del comitato e seconda casa del missionario Villasantese, è nata una sorta di nuova cittadina, che è stata chiamata proprio " Villasanta 2": questo paese dispone di un orfanotrofio che ospita fino a 125 bambini, dalla tenera alla maggiore età, orfani di genitori morti a causa dell'Aids autentica piaga che falcidia ogni anno centinaia di uomini e donne del paese africano.

A realizzare queste opere, insieme a manodopera locale, si trovano gli stessi volontari di " Operazione Tanzania", in particolare il suo presidente Francesco Ferrario che, attualmente in pensione, dedica anche diversi mesi dell'anno alla gente dell'Africa. Per finanziare progetti in Tanzania, l'associazione Villasantese organizza ogni anno svariate iniziative, dai concerti "Arcobaleno di Voci" e " Buon Natale Africa" ai banchetti di vendita nelle piazze, dalle tombolate alle fiere di varie località della Brianza. L'associazione ha ora in cantiere due nuovi progetti: il primo, di assistenza e prevenzione a domicilio con le suore della Consolata presenti in Tanzania; il secondo, di cure ospedaliere nell'ospedale di Ikonda. Un ulteriore obiettivo sarà costituito dalla costruzione di una casa asilo a Kimbiji e dalla ristrutturazione dell'ospedale di Tosamaganga.

Tratto dal volume: "VILLASANTA Radici e identità di una comunità fra Monza e la Brianza"


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